lunedì 25 luglio 2011

Ecco la casta dei parlamentari strapagati e nullafacenti

Non si può certo di parlare di Italian Style. Sarebbe troppo umiliante per chi davvero "lavora" nel promuovere lo stile "made in italy" che fortunatamente in tanti settori è ancora rispettato e riconosciuto. Allora possiamo parlare di Casta. Eh si. Dei nostri amati parlamentari che vivono in un paradiso per pochi ma un inferno per le tasche dei contribuenti italiani. Stressati da quattro anni di crisi economica e da una Finanziaria lacrime e sangue che chiederà ulteriori sacrifici. Per tutti, ma non per loro. Ma entriamo nei succosi dettagli. Intanto definiamo i giorni lavorativi dei nostri rappresentanti al governo. Fosse troppo "stressante" l'aula in genere viene convocata dal Martedi al Giovedi. Voi invece quanto lavorate?
Nel 2010 e nel 2011 l'aula non è mai stata convocata di venerdì. Eppure spesso c'è necessità di promulgare leggi velocemente no?! Vabè, passiamo oltre. L'indennità netta è di 5.486,58 euro, a cui bisogna aggiungere una diaria di 3.503,11 euro. Per ogni giorno di assenza la voce viene decurtata di 206 euro, ma solo per le sedute in cui si svolgono le votazioni. E se quel giorno hai proprio altro da fare, poco male: basta essere presenti anche a una votazione su tre, e il gettone di presenza è assicurato ugualmente. Lo stipendio è arricchito con il rimborso spese forfettario per garantire il rapporto tra l'eletto e il suo collegio (3.690 euro al mese), e gli emolumenti che coprono le uscite per trasporti, spese di viaggio e telefoni (altri 1.500 all'incirca). In tutto, oltre 14 mila euro al mese netti. Non male vero? La Camera non "regala" cellulari, come molti credono, ma ogni deputato può avere altri 3.098 euro l'anno per pagare le telefonate. La Telecom offre poi dei contratti chiamati "Tim Top Business Class", destinati a deputati e senatori. Per i computer esiste un plafond di altri 1.500 euro. I trasporti gratis sono un must dei politici. Ogni parlamentare ha una tessera che gli consente di non pagare l'autostrada, i treni e gli aerei (sempre prima classe) e le navi, in modo da potersi spostare liberamente sul territorio nazionale. Inoltre molte case automobilistiche offrono sconti dal 15 al 20 per cento sull'acquisto di auto nuove. Il trattamento sanitario è ovviamente agevolato ma questo mi sembra superfluo rammentarlo. Al termine del mandato parlamentare poi, il parlamentare riceve un assegno che è pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). Il nostro TFR.
Ora, se non ho fatto male i calcoli la sola indennità lorda è di 11.704 euro, cifra che va moltiplicata per ogni anno di mandato non inferiore ai 6 mesi. Se il mandato fosse di cinque anni, il nostro parlamentare si beccherebbe una “liquidazione” di 58.520 euro.
Il parlamentare poi, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.
L’importo dell’assegno varia da un minimo del 20 per cento a un massimo dell’60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. Al montepremi mancano anche i generosi stipendi per gli assistenti dei Parlamentari, i cosiddetti “portaborse”, che spesso sono parenti o conoscenti. In buona sostanza, e in soldoni, i contribuenti italiani pagano circa 240 MILIONI di EURO ALL’ANNO per stipendiare i 945 Parlamentari al LORDO di imposte, contributi ecc. (agevolazioni sui trasporti escluse). Che dire. Meglio tacere. (fonte marcodinoia.it)

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